Adozione dei VPPA nelle Tesorerie
4. VPPA e Revisione del GHG Protocol
Autore: Federico Bellanti
27 Gennaio 2026
VPPA e revisione del GHG Protocol:
cosa potrebbe cambiare nello Scope 2 e perché è un tema da monitorare anche per la Tesoreria
I Virtual Power Purchase Agreement (VPPA) sono spesso letti come strumenti “di energia”: in realtà, per la funzione Finanza e Tesoreria sono soprattutto strumenti di gestione del prezzo e di allocazione del rischio nel tempo. Tuttavia, nella pratica aziendale, i VPPA sono sempre più collegati anche a obiettivi di sostenibilità, in particolare ai claim di riduzione delle emissioni Scope 2.
In questo contesto, la proposta di revisione dello standard Scope 2 del GHG Protocol merita attenzione: non perché metta in discussione il VPPA come contratto, ma perché potrebbe influenzare le condizioni alle quali un’azienda può sostenere, nel reporting, determinati claim ambientali.
Cosa sta cambiando nel GHG Protocol – Scope 2 (e cosa non sta cambiando)
Il GHG Protocol ha avviato una consultazione pubblica per rivedere la Scope 2 Guidance, con l’intento di aumentare la qualità e la comparabilità del reporting, in particolare per il metodo market-based.
Cosa potrebbe cambiare
La proposta introduce requisiti più stringenti lungo tre dimensioni:
- Granularità temporale (hourly matching)
L’attribuzione di energia rinnovabile al consumo tende a spostarsi da un matching “annuale” verso un matching più granulare (idealmente orario). In sostanza, non conta solo quanta energia rinnovabile un’azienda contrattualizza, ma anche quando essa viene prodotta rispetto al profilo temporale dei consumi. - Deliverability geografica
Maggiore enfasi sulla coerenza tra luogo di generazione e luogo di consumo: l’energia (o meglio gli attributi ambientali) dovrebbe provenire da un’area di mercato elettrico coerente con il punto di consumo, riducendo claim basati su risorse “lontane” o non plausibilmente consegnabili. - Addizionalità (qualità dell’impatto)
Sempre più attenzione al fatto che un VPPA (o PPA) possa avere contribuito alla realizzazione di nuova capacità rinnovabile (ad esempio rendendo bancabile un impianto). L’addizionalità non è un tema “tecnico-contabile” dello Scope 2, ma un criterio sempre più rilevante nella valutazione complessiva della credibilità dei claim.
Cosa non sta cambiando (punto essenziale)
È importante chiarire subito un punto: la proposta non riguarda la “proprietà” o l’allocazione legale dei certificati GO/GoO.
Non è un intervento sul funzionamento dei mercati dei certificati, né modifica il fatto che un’azienda possa detenere GO/GoO relativi a un impianto. Il tema è diverso: riguarda
come quei certificati possono essere utilizzati
(e in che misura) per sostenere un claim Scope 2 market-based in un framework più rigoroso.
VPPA, GO/GoO e claim Scope 2: la premessa indispensabile
Per sostenere un claim Scope 2 market-based basato su rinnovabili, la premessa non cambia:
- l’azienda deve avere attribuzione degli attributi ambientali (tipicamente tramite GO/GoO o strumenti equivalenti),
- e questi devono essere annullati (retired/cancelled) in modo che non possano essere utilizzati da altri soggetti.
In assenza di attribuzione e annullamento, un VPPA può restare utilissimo come strumento di stabilizzazione del prezzo, ma non supporta un claim Scope 2 market-based. In altre parole, la revisione del GHG Protocol non “crea” né “toglie” GO/GoO: ribadisce, però, che il claim si fonda sulla qualità e robustezza degli strumenti e delle evidenze.
Perché il tema è particolarmente rilevante per i VPPA “pay-as-produced”
Molti VPPA sono strutturati come pay-as-produced e sono collegati a fonti non programmabili (es. solare). In questi casi, il disallineamento temporale è strutturale:
- la generazione solare è concentrata nelle ore diurne e varia per stagionalità e condizioni meteo;
- i consumi industriali sono spesso distribuiti su più ore (o 24/7) e includono fabbisogni non coperti dalla produzione solare.
Con un approccio più orientato all’hourly matching, il claim potrebbe diventare più “selettivo”: non basta avere, su base annua, un volume di GO pari ai consumi; diventa sempre più importante quali ore sono coperte e quali no.
Questo non rende il VPPA meno “valido”: rende più evidente che il VPPA copre in modo eccellente il rischio prezzo su un certo profilo, ma non necessariamente “copre” tutte le ore di consumo sotto il profilo emissivo.
VPPA e PPA fisici: una distinzione che resta, ma non elimina il tema
Sebbene questa riflessione nasca in larga parte dall’esperienza dei VPPA, principi analoghi potrebbero, in prospettiva, interessare anche i PPA fisici, soprattutto laddove il consumo non sia perfettamente allineato nel tempo alla produzione rinnovabile contrattualizzata.
Il tema centrale non è quindi la natura “virtuale” o “fisica” del contratto, ma la coerenza temporale e geografica tra produzione e consumo di energia rinnovabile.
Come leggere i nuovi criteri: esempi pratici
Granularità temporale: cosa significa in pratica
Per capire l’idea, basta un esempio intuitivo:
- un impianto solare genera molto alle 12:00 e nulla alle 02:00;
- una fabbrica consuma anche alle 02:00.
Con annual matching, l’azienda può compensare “in media” il consumo notturno con generazione diurna. Con hourly matching, quel consumo notturno rimane scoperto (o coperto solo se esistono strumenti che forniscono attributi rinnovabili anche in quelle ore).
In sintesi, la revisione sposta l’attenzione dal concetto “volumetrico” (MWh annui) al concetto “temporale” (MWh per fascia oraria).
Deliverability geografica: perché conta
La deliverability introduce un criterio di credibilità geografica: attribuire energia rinnovabile prodotta in un mercato elettrico molto distante potrebbe non essere considerato equivalente (o pienamente credibile) rispetto a una risorsa generata in un’area di mercato coerente con il consumo.
Per le aziende che hanno un impianto “vicino” o nella stessa area di mercato del consumo, questo è potenzialmente un punto di forza, perché rende il claim più robusto sul piano geografico. Al contrario, schemi transfrontalieri o troppo “astratti” potrebbero essere più esposti a richieste di adeguamento.
Addizionalità: perché se ne parla sempre di più
L’addizionalità risponde a una domanda semplice:
"il contratto ha contribuito alla realizzazione di nuova capacità rinnovabile?"
Un VPPA può essere addizionale se, ad esempio:
- ha supportato la bancabilità del progetto;
- ha abilitato un impianto che non sarebbe stato realizzato con la stessa probabilità senza quel contratto..
È importante non confondere piani diversi:
- matching temporale e deliverability riguardano la “qualità” del claim secondo lo standard;
- addizionalità riguarda la “qualità dell’impatto” e la credibilità sostanziale della strategia energetica.
Anche se l’addizionalità non sostituisce (né “compensa” automaticamente) il mismatch temporale, è un elemento che sempre più stakeholder, investitori e rating ESG considerano nel giudicare la solidità complessiva della strategia.
Dual reporting: cosa significa per il reporting aziendale
Un punto spesso trascurato, ma essenziale, è il dual reporting previsto dal GHG Protocol:
- Location-based: emissioni calcolate con fattori medi della rete locale (riflette la “realtà fisica” del mix di rete)
- Market-based: emissioni calcolate considerando gli strumenti contrattuali e gli attributi ambientali (GO/GoO, PPA/VPPA, ecc.)
La proposta di revisione incide soprattutto su come viene costruito e supportato il metodo market-based. In prospettiva, con maggiore granularità temporale, può aumentare la probabilità che:
- una parte del consumo resti coperta solo dal location-based (o residual mix),
- mentre solo una parte risulti “matchabile” con strumenti market-based con requisiti più stringenti.
Cosa si potrebbe fare, se il contesto dovesse evolvere
Qualora le proposte in consultazione dovessero tradursi in criteri più stringenti, le aziende potrebbero valutare – in modo graduale e selettivo – strumenti e meccanismi pensati per ridurre il disallineamento temporale tra produzione rinnovabile e consumo elettrico. A titolo puramente esemplificativo:
- Combinazione di fonti con
profili temporali diversi
L’affiancamento di tecnologie rinnovabili con curve di produzione differenti (ad esempio solare ed eolico) può aumentare il numero di ore in cui esiste una generazione rinnovabile coerente con il profilo di consumo. - Prodotti di “shaping” o soluzioni di firming
Alcuni schemi contrattuali consentono di trasformare una produzione intermittente in un profilo più regolare, migliorando la copertura delle ore non servite direttamente dalla fonte rinnovabile principale. - Sistemi di accumulo
In alcuni casi, lo storage viene richiamato come meccanismo concettuale per migliorare l’allineamento temporale tra generazione e consumo. Nel contesto dei VPPA, tuttavia, tali soluzioni risultano rilevanti solo in configurazioni specifiche e non standard, tipicamente quando l’accumulo è integrato a monte nel perimetro del progetto o del portafoglio del produttore e coerente con le modalità di misurazione e regolazione del contratto. Per questo motivo, il riferimento allo storage va inteso come ipotesi teorica, la cui applicabilità pratica richiede valutazioni dedicate.
Queste opzioni non rappresentano una risposta obbligata né immediata, ma esempi di come il tema della
qualità temporale del matching
possa essere affrontato, qualora il quadro di rendicontazione dovesse evolvere nella direzione oggi discussa.
Messaggio chiave per Tesoreria e Finanza
La revisione del GHG Protocol:
- non cambia la natura economica del VPPA come strumento di gestione del prezzo;
- non modifica la logica legale di attribuzione dei GO/GoO;
- può però influenzare la narrativa e la misurazione del beneficio ambientale nel reporting Scope 2, soprattutto quando c’è disallineamento temporale tra generazione rinnovabile e consumi.
Per questo, anche una funzione Tesoreria dovrebbe considerare il tema come un elemento di contesto da monitorare: non per “rifare” contratti già firmati, ma per anticipare possibili evoluzioni nella rendicontazione e nelle aspettative degli stakeholder.
In un contesto in evoluzione, comprendere per tempo le implicazioni di questi cambiamenti può fare la differenza: lo Studio Bellanti supporta le aziende nell’analisi e nella lettura di tali dinamiche.
